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LA SCOPATA CON ANNA 1
LA BUCA DI ROSSANA
MI COSTRINGE A USCIRE CON ANNAMARIA
Questa è stata una bella avventura che volevo andasse in un modo ed invece mi hanno incastrato ed è andata in un altro, ma poteva andare anche peggio, nel senso che io avevo organizzato tutto per uscire con Rossana e Annamaria, andare al cinema, poi una volta usciti dal cinema avrei scaricato Annamaria a casa sua, che era di strada, e sarei rimasto solo con Rossana, che avrei portato da qualche parte per provare a farci sesso. Un pomeriggio, era all’inizio dell’estate, mi sono messo d’accordo con Rossana e Annamaria (avevano entrambe 10 anni più di me, perciò circa 30 anni), ci siamo accordati che la sera dopo uscendo dal lavoro saremmo andati tutti e tre al cinema, però Rossana quel giorno non lavorava, si era preso un giorno di ferie, per cui ci siamo dati appuntamento al capolinea dell’auto che era lì vicino. All’uscita dal lavoro io e Annamaria siamo saliti in macchina e siamo andati al capolinea ad aspettare Rossana, l’abbiamo aspettata per più di mezzora, poi ce ne siamo andati al cinema noi due soli, solo dopo Annamaria mi dirà che loro erano d’accordo così, cioè che Rossana non sarebbe venuta all’appuntamento per lasciarci soli noi due. Al cinema io ed Annamaria siamo andati sopra, in galleria, dove c’era meno gente, tutte coppiette che non guardavano il film, ma facevano altro, noi abbiamo cominciato a baciarci, toccarci sopra e sotto i vestiti, fin dove potevamo dato si è che eravamo in una sala con altra gente. Io ho aperto i bottoni della camicetta di Annamaria, ho infilato le mani sotto la camicetta ed ho fatto uscire dal suo reggiseno tutte e due le sue belle sisette, non erano molto grosse, erano giuste e sode per poter essere maneggiate con soddisfazione e gusto, poi mentre baciavo e succhiavo le sue sisette ho infilato le mani sotto la gonna e con le dita in mezzo alle mutandine sono arrivato fino alla sua fica, e gli ho infilato dentro le mie dita, facendogli un ditalino, intanto Annamaria ha aperto la ribalta dei miei pantaloni ed ha fatto uscire il mio pene dalle mutande, il mio Pierino era libero, all’aria aperta, fra le mani di Annamaria, che se lo spupazzava su e giù, eravamo tutti e due arrapati al punto giusto, ma non potevamo andare avanti così dentro al cinema, almeno potevamo solo, io farle un ditalino e lei farmi una pippa, o al massimo un bocchino con ringoio, ma solo questo; a noi questo non bastava, perciò chiedo a Annamaria “che vuoi fare, continuare qui o ce ne andiamo altrove a finire in un modo migliore”
VADO IN MOTEL CON ANNAMARIA
Annamaria mi risponde “no Piero non mi va di restare qui in mezzo a tanta gente a non fare quello che sicuramente piace a me e anche a te, andiamocene altrove”, quindi ci alziamo ci rimettiamo tutto a posto pisello, mutande e pantaloni io e reggiseno, zinne, camicetta, mutande e gonna Annamaria. Usciamo dal cinema e chiedo ad Annamaria “dove vuoi andare, hai un posto che conosci”, sento che ho fatto una gaffe la ho presa per una puttana che conosce dove portare i suoi clienti, subito le chiedo scusa per quello che ho detto, ma intendevo dire se voleva andare in pineta e stare in macchina, oppure aveva lei qualche posto particolare dove andare o se volevamo andare in un motel del raccordo, Annamaria mi risponde “no Piero, ti ringrazio delle scuse ma io non conosco dei posti particolari per fare l’amore, certo in macchina si sta scomodi, fai tu, dove vuoi andare tu va bene anche a me, tanto a casa mia non ho orari per il rientro, ormai sono maggiorenne da un po’ di anni, e lo sanno che questa sera sarei uscita con te.” Perciò Annamaria mi ha già detto dove vuole andare a scopare con me, perché ha detto no in macchina, non conosce posti particolari, resta solo il motel, saliamo in macchina , metto in moto e mi avvio verso la periferia della città, al primo grande motel che incontriamo entro nel parcheggio e fermo la macchina, chiedo ad Annamaria, proprio per farla contenta, per farle vedere che faccio quello che vuole e che piace anche a lei, “che ne dici Annamaria, ti va bene qui o vuoi che vada più avanti, ti piace questo posto?” lei risponde “si, si va bene basta che sia un posto pulito, che non ci prendiamo qualche malattia” le rispondo “ma che dici questo è un posto dove vengono gli stranieri che visitano di giorno la città, o rappresentanti di commercio, gente che gli serve un punto di appoggio solo per la notte.”
Scendiamo dall’auto ed entriamo nel motel, ci assegnano una stanza matrimoniale, andiamo nella stanza, entriamo, non abbiamo bagagli? È un po’ strano ma chi se ne frega, per noi va bene lo stesso, il cameriere esce dopo averci fatto vedere la stanza, il lettone che è al centro e il bagno. Noi ci guardiamo in faccia e Annamaria mi dice di chiudere la porta a chiave, che lei intanto si spoglia, io vado alla porta metto il catenaccio interno e mi giro, Annamaria si è già sbottonata e tolta la camicetta e la ha appoggiata sulla sedia accanto al lettone, si è slacciata la gonna, e si è inchinata sul letto per togliersela, così facendo ha girato il suo sedere verso di me, lei ora è in mutande, reggiseno e scarpe, io che mi sto già arrapando me la guardo e le dico “sei proprio brava stai cominciando senza di me, e io che faccio me ne vado?” lei senza girarsi mi risponde “ma va sciocco, ho cominciato per fare prima, vieni qui che ti spoglio io, vediamo se ti piace, o lo vuoi fare da solo?” le rispondo io “no, no, non lo voglio fare da solo, ma potevamo spogliarci insieme, io levo una cosa a te e tu una a me”, sono arrivato alle sue spalle, mi appoggio al suo sedere con i miei pantaloni dove ce’ un cazzo che si sta gonfiando e allungando sempre di più, lei lo sente, lo strofina un po’ con il suo sedere, poi si gira e comincia a slacciarmi la camicia, poi i pantaloni, cade tutto in terra, lei mette la mano destra dentro i miei slip e tira fuori quel cazzo di Pierino, se lo prende tutto in mano e lo appoggia in mezzo alle sue gambe che ha leggermente aperto per farlo entrare fra le sue cosce, io le slaccio il reggiseno, lo butto in terra, escono due belle palline non molto grandi, giuste, sode,direi dure, con due capezzoli neri che spuntano fuori e sono belli grandi e turgidi, buoni da succhiare, me la stringo appoggiando le sue sisette dure al mio petto, a occhio, orecchio e a tastoni mi sembra una seconda misura. Ora Annamaria fa uscire il mio cazzo dalle sue cosce e si inginocchia davanti a me, me lo prende in bocca, si è infilato il mio cazzo tutto in bocca, ma come fa senza soffocare, ma è un attimo, poi lo risputa e gli fa su e giù con la bocca un paio di volte, intanto mi toglie gli slip, tasta le chiappe del mio culo, stringendomele forte, le sue dita sono vicinissime al mio ano. Io la tiro su, la faccio rialzare, e mi metto io in ginocchio davanti a lei, sono con la bocca davanti alla sua vagina, gli tolgo le mutandine traforate di pizzo viola che indossa e gliele faccio cadere in terra poi sposto la sua foresta di peli neri che sta intorno alla sua passera e gli lecco tutto il suo pacchetto sessuale che è a mia disposizione, mi alzo, la faccio girare e gli appoggio il mio pisello sul suo culo, la faccio camminare così fino al lettone, qui lei si appoggia piegata sul letto e apre le sue cosce, sa già cosa deve fare, è lei che mi guida, io mi accingo a penetrarla, non so se metterlo prima al culo e poi in fregna o fare al contrario, ma lei mi dice “aspetta Piero, un attimo, vienimi dietro, fai come me, vedrai che ti farò divertire”, lei sempre a pecoroni sale sul lettone si mette in ginocchio al centro del letto, a gambe divaricate, io le sto sempre dietro, con le mie gambe dentro le sue, lei si passa una mano sotto il suo ventre, si prende in mano il mio Pierino, lo tira e se lo appoggia sulla sua pancia, stringendoselo forte contro il suo corpo, Pierino gli arriva fino all’ombelico, sento le grandi labbra della sua fica che si aprono, baciano e accarezzano il mio Pierino, vogliono succhiarlo, mangiarlo; poi la sua mano divide tutta la sua foresta di peli e si infila il mio uccello dentro la sua nera pelosa vagina che nel frattempo si è bagnata tutta, io sto cominciando a fare su e giù con il mio pene, come si fa normalmente in questa posizione, ma sento che Annamaria sta facendo qualche cosa di diverso dal solito, mi fermo, resto in ascolto per sentire che cosa mi sta facendo, ma quello che sento non lo sento con le mie orecchie ma con il mio cazzo, che sta silenziosamente urlando dal piacere di essere masturbato, leccato, stretto, triturato, rivoltato come un calzino, in quella calda e affamata vagina di Annamaria, dentro la sua pancia che è un vulcano ardente e in ebollizione ce’ il mio Pierino che sta morendo dal piacere. Annamaria ha capito che me ne sto quasi venendo, si ferma e mi dice “che vuoi fare Piero, vuoi venire adesso o più tardi?”, io mentre riprendo fiato, rispondo ad Annamaria “tu a che punto sei che vorrei tanto venire, ed avere un orgasmo con te, ma insieme”, mi dice “va bene ho capito, vieni con me”, lei spinge il mio Pierino fuori dalla sua fica, lo sputa fuori, si alza in piedi sul letto, nuda, io che sono rimasto sdraiato nel letto, con il mio cazzo ancora diritto che guarda in su, me la guardo dal basso in alto e penso fra di me ‘ certo è un po’ piccolina, è alta 1,60, poi le dico “lo sai Annamaria che sto pensando proprio a te, sei proprio bella, bona e fatta bene, hai tutto al posto giusto e nelle giuste proporzioni” lei si gira, mi guarda e ridendo mi dice “grazie Piero, mi hai fatto un complimento per dirmi che sono piccolina, mi dicono tutti che sono Calimero bello, piccolo e nero, ma anche tu sei un bel ragazzo, ben fatto, e con tutto quel po’ po’ di pisellone bello, tosto, dritto, al posto giusto e della misura giusta, che mi piace e mi sta proprio bene dentro la mia sorcettina. Ma ora che vuoi fare, resti qui a letto da solo o vieni con me?” SEGUE

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