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Il centro sociale occupato
Avevamo occupato il Centro Sociale del nostro paese per protestare contro una proibizione che ritenevamo ingiusta, e a turno restavamo di notte come presidio.
Era toccato a me, Angelo e Nadia rimanere lì quel lunedì sera.
Era passata la mezzanotte e tutti gli altri erano già andati a casa, così noi tre, dopo aver chiuso le porte, ci mettemmo comodi a chiacchierare del più e del meno.
“Facciamo una partita a carte?” proposi, Angelo accettò e anche se di malavoglia Nadia si aggregò.
Giocavamo a poker giocandoci illusori stipendi, castelli e improbabili proprietà, e Nadia vinceva quasi tutte le mani, ormai possedeva i miei castelli e le auto sportive di Angelo, al che pensai di fare un po’ più sul serio e dissi “Perché non giochiamo qualcosa sul serio? Tanto vedo che vince sempre Nadia!”.
“E cosa vorresti mettere in gioco? Lo sai che soldi non ne ho!” mi rispose Angelo e Nadia “Cosa posso giocarmi io? Le mutande!!”
La guardai e sorridendo le risposi ”Perché no, quelle ce le abbiamo tutti!”
La vidi perplessa ed incalzai “ Vinci sempre tu, potresti portare a casa le nostre mutande ed appenderle alla finestra, cosa ti costa?”
Sia io che Angelo avevamo fantasticato molto su Nadia, e fin da adolescenti ci eravamo spesso masturbati pensando a lei, Nadia era veramente bella, non molto alta, capelli riccioli color mogano scuro, poche tette ma per il resto un fisico da palestra abbronzato, ma ciò che la rendeva splendida era il suo viso malizioso.
“Va bene! Ma non facciamo stronzate!!” disse Nadia.
Eravamo già a torso nudo sia io che Angelo, Nadia spillava le carte come una giocatrice di professione e le stendeva sul tavolo mostrando le combinazioni vincenti.
“Via scarpe e calze!” ci disse mostrandoci un tris che batteva la mia doppia agli assi e la misera coppia di re di Angelo.
Ma come si sa la fortuna è come il vento e nel più bello cambia direzione, riuscii dopo qualche mano a mettere in reggiseno e senza scarpe Nadia mentre Angelo, ormai in mutande non imbroccava una mano.
“Facciamo così!” propose “Chi vince questa mano decide la posta che vuole, e gli altri l’accettano qualsiasi sia!”
Un po’ il sonno, un po’ la birra che avevamo bevuto, ci guardammo e tutti e tre facemmo un cenno di assenso.
Un jack, poi un altro, poi una donna un sette e un dieci, “Dammi tre carte!” e mi tengo la coppia di jack.
Spillo e dopo i miei due jack spunta una donna, un altro jack e una donna: full!
Angelo impreca e cala una coppia di nove, Nadia contenta getta sul tavolo tre re, io abbasso i tre jack e Nadia tutta entusiasta prorompe in un “E adesso voglio che ………….” La interrompo e calo le due donne: “Non credo che tu abbia vinto, questo batte il tuo tris!!”
Rimase meravigliata e con un sorriso ammise la palese sconfitta.
“Cosa vuoi da noi” disse Angelo.
“Niente di particolare voglio vedervi entrambi nudi, mi sembra ovvio! Ho vinto tutti i vostri vestiti!!”
Nadia accennò ad una protesta che non riuscì a completare perché continuai “Prima angelo, tanto ha solo le mutande, e poi Nadia!”
Detto questo presi una sedia e mi sedetti in un punto dove c’era un po’ più di spazio, e con un cenno della mano invitai Angelo a pagare la posta, che chiaramente non mi interessava, sfilò gli slip e mostro un arnese mica male, appena più corto del mio ma più grosso, prese una sedia e si accomodò vicino a me.
“Dai Marco, non vorrai mica che mio spoglio davvero?” mi disse Nadia.
“Certo che lo voglio, e possibilmente con una certa grazia!” le sorrisi di rimando.
“Stronzi, stronzi tutti e due!” rispose.
Si piazzò di fronte a noi voltandoci la schiena, comincio a dimenare il culo bellissimo nei jeans, sbottonando la patta dei pantaloni, si voltò verso di noi e cominciò, sempre dimenandosi, a far scendere i pantaloni.
Rimase in mutandine e reggiseno, girata di schiena slacciò e si tolse il reggiseno lanciandolo alle sue spalle verso di noi, le sue mani percorrevano i fianchi e imprigionavano i seni mentre sembrava un serpente che si muoveva al suono dell’incantatore.
Io e Angelo deglutivamo e ci muovevamo nervosi sulle sedie, notai che il cazzo di Angelo si irrigidiva leggermente e mi fece piacere perché anche il mio scalpitava nelle mutande.
Nadia si voltò tenendo le mani a coprire i seni, dimenava i fianchi,e le mani cominciarono a scivolare lungo fianchi scoprendo completamente il piccolo seno, le dita entrarono nello slip e cominciarono a farlo calare, quando giunse al ciuffetto di peli del pube lo rialzò e si volto ancora.
Allargò le gambe e fece scivolare fin dove poteva le mutandine scoprendo un culo da sogno, sollevò una gamba e sfilò prima da quella e poi dall’altra le mutandine.
Il mio cazzo non stava più nelle mutande, mentre quello di Angelo era duro e diritto, Nadia si girò verso di noi “Sono arrivata seconda, e adesso voglio anch’io ritirare il mio premio!” e così dicendo, sinuosa come una pantera si avvicinò ad Angelo, ed inginocchiatasi di fronte a lui prese a succhiargli il cazzo.
“Cazzo!” esclamai e quasi volando mi trovai nudo anch’io.
A quel punto Nadia allungo la mano stringendo il mio arnese e cominciando a masturbarmi dolcemente, poi cambiò prese il mio in bocca e continuava ad accarezzare il cazzo di Angelo.
Si alzo e utilizzando i nostri cazzi come guinzagli ci guidò verso i giacigli improvvisati che servivano per gli occupanti notturni.
Si sdraiò e mentre Angelo gli metteva in bocca il suo uccello, io comincia a leccarle la figa, mugolava dal piacere.
Con un cazzo in bocca e la mia lingua che la frugava in ogni dove ansimo e venne.
“Ora scopami!” mi ordinò, ed io non mi feci pregare, le puntai la mia cappella ormai viola sul buco e spinsi dentro.
Mi muovevo dolcemente e sentivo il suo respiro farsi più profondo, mentre Angelo mugolava soddisfatto.
Toltosi il cazzo di bocca, Nadia mi fece sdraiare e messasi a pecorina mi prese in bocca il mio cazzo, facendosi scopare da dietro da Angelo.
Appena trovammo l’intesa sul movimento bastarono pochi colpi che Nadia venne copiosamente.
Fu la volta di Angelo di sdraiarsi e Nadia si impalò il cazzo di Angelo dentro la figa dimenandosi furiosamente, vedendo davanti a me il suo bel culo, lubrificato con la saliva un dito lo spinsi sempre più forte dentro il buchino, sentivo attraverso la sottile parte il pene di Angelo stantuffare dentro Nadia, mi resi conto che a Nadia non dispiaceva.
Lubrificai l’uccello e puntata la cappella sul culo di lei comincia a spingere.
Nadia si fermo un attimo per permettermi di penetrarla, quando fui completamente dentro il suo culo riprendemmo a muoverci aritmicamente, Nadia sembrava indemoniata mugolava e godeva, ci diceva in un sussurro se andare più forte o più piano, dopo un paio di furibondi orgasmi si sdraiò fra noi, io in ginocchio da una parte Angelo dall’altra che le toccavamo le tette o la penetravamo con le dita nella figa e nel culo.
Nadia cominciò a pompare alternativamente prima uno e poi l’altro cazzo, e mentre ne teneva in bocca uno masturbava l’altro.
Angelo venne copiosamente riempiendo la bocca di Nadia che fece colare lo sperma lungo le guance, feci appena in tempo a girarla verso di me che il mio primo schizzo le inondò il viso.
Continuo a masturbarci e a succhiare i nostri cazzi con dolcezza portandosi con i nostri cazzi tutto lo sperma verso la bocca.
Ci sdraiammo vicini abbracciandoci.
L’occupazione durò ancora pochi giorni, ma fummo i soli a volerci sacrificare quasi tutte le altre sere, per il turno di notte meritandoci gli apprezzamenti degli altri amici.
“L’importante è che ci lasciate il mazzo di carte!” dicevamo tutti e trea anche se con le carte non ci giocammo più, per perdere tempo il meno possibile.

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