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IN MACCHINA
Scritta da: penelope (1)

Mentre salivo in ascensore mi specchiai per sistemarmi i capelli e controllare il trucco. Mi fermai al piano, scesi e tirando un bel respiro suonai il campanello. La porta si aprì quasi subito, dietro c'era Davide con il suo bel sorriso e ancora dietro di lui Francesco, uno dei suoi amici che avevo già visto qualche volta. Immaginai subito come sarebbe andata la serata e perchè Davide aveva invitato il suo amico..era già capitato in altre occasioni. Il nostro era un rapporto particolare e a lui piaceva condividermi con i suoi amici. Organizzava serate apparentemente normali, una cena fuori, il cinema, la discoteca, che nascondevano invece giochi erotici che poi terminavano in incontri sessuali tra me, lui e i suoi amici di turno. La cosa, forse, ancora più anomala era che io non ne ero affatto disturbata o imbarazzata, ma anzi ne ero più che lusingata..come una persona che possiede un oggetto unico ed invidiato e che generosamente lo mette a disposizione degli altri.
Quando entrai nel soggiorno aveva già preparato sul tavolino davanti al divano tre calici di prosecco. Facemmo un brindisi, come buon augurio per la serata, poi entrambi mi abbracciarono e mi baciarono. Davide uscì dalla stanza lasciandomi con Francesco..”Allora Sara come va? E' tanto che non ci si vede e ogni volta ti trovo più bella..scommetto che hai fame?..abbiamo prenotato alla Grotta Azzurra per le nove” .Davide ritornò, aveva una mano dietro la schiena come per nascondere qualcosa.. ”.. Francè intanto vai a prendere la macchina, ecco le chiavi del garage, aspettaci qui sotto arriviamo subito!” Francesco annuì sorridendo ed uscì. Eravamo soli io e Davide, mi spinse delicatamente contro il muro premendo forte la bocca sulla mia e giocando con la lingua prese a baciarmi sul collo e su tutta la scollatura del vestito mentre con la mano libera mi slacciava i bottoncini dell'abito..cominciavo ad eccitarmi e non sapendo bene cosa volesse fare mi sbrigai comunque ad aiutarlo coi bottoni. Mi sfilò il vestito e mi chiese di togliere il reggiseno e le mutandine, obbedii lasciandoli cadere a terra poi mi mostrò cosa teneva nell'altra mano, dei morsetti per i capezzoli e un piccolo vibratore a forma di fiore con delle stringhe a mò di slip..”..voglio che metti questi per tutta la serata, te li toglieremo noi quando sarà il momento..” Mi accarezzò i capezzoli, già duri, e applicò i due morsetti regolando la stretta..emisi un leggero gemito quando li chiuse. Mi chiese se mi facevano male e risposi di sì, li succhiò attraverso i ferri e disse..”..bene, voglio che ti ecciti piano piano attraverso il dolore,vedrai che tra un po' comincerà a diventare sopportabile e mi chiederai di stringerli ancora di più!”..poi scese ad accarezzarmi tra le gambe, prima sul clitoride poi aprendomi le labbra mi penetrò con le dita..sentii che scivolavano senza alcun attrito, andò giù in profondità e le tirò fuori per tre o quattro volte intinte dei miei umori poi sentendomi pronta e ben lubrificata mi inserì il vibratore, allacciò le stringhe e mi disse di riabbottonarmi il vestito che dovevamo andare a cena.
In macchina mi sedetti di dietro. Sapevo che il telecomando lo aveva lui, ma ancora non lo aveva acceso, per il momento si accontentava che lo avessi infilato nella fica, che mi strusciasse contro il clitoride ad ogni passo e che stando seduta lo sentissi bene tutto dentro. Bastavano le vibrazioni e i movimenti della macchina per procurarmi scosse di piacere controbilanciate dal dolore sui capezzoli ormai indolenziti e sensibilissimi che strusciavano contro il vestito. Arrivammo al ristorante, cercai di camminare disinvolta e di mostrare un'espressione rilassata anche se in realtà quello sfregamento ripetuto sul clitoride ad ogni passo mi stava facendo impazzire di godimento e sapevo che se avessi fatto anche solo altri due passi sarei venuta all'istante e avrei dovuto mordermi la lingua per non urlare. Raggiungemmo il nostro tavolo e ci sedemmo. “Tutto a posto Sara? Mi sembri strana..hai il fiatone e quasi tremi” chiese Francesco, e Davide senza neanche farmi rispondere..”Va tutto bene..vedi la signorina è eccitata, sta godendo se non lo ha già fatto..prima di scendere le ho fatto indossare dei graziosi gingilli..sui capezzoli e nella vagina..questo è il telecomando del vibratore, vuoi provarlo?”..e lo pose a Francesco che con un sorrisetto malizioso lo accese. La vibrazione fu simile a una scossa elettrica e dal ventre si propagò lungo tutto il corpo, mi sistemai meglio sulla sedia divaricando un po' le cosce e strinsi forte i muscoli vaginali desiderando che quel pene finto mi penetrasse più in profondità,. Mangiai qualche boccone poi chiesi di andare in bagno. Non resistevo più, volevo godere senza dover far finta di niente. Raggiunsi la toilette e mi chiusi dentro, mi sbottonai un po' il vestito per guardarmi i capezzoli. I morsetti li stringevano così forte che li sentivo pulsare con i battiti del cuore, erano lividi, turgidi, li sfiorai appena e per un istante il dolore divenne puro piacere. Francesco entrò nel bagno e mi chiamò chiedendomi di aprirgli..non fui sorpresa e lo lasciai entrare..”sono arrivato troppo tardi?”..gli risposi “..non ce la faccio più fammi godere.. adesso!!”..mi sfilò il vibratore dalla vagina, grondante dei miei umori e slacciandosi i pantaloni mi penetrò subito, in piedi, col suo cazzo bello rigido, entrò lentamente lasciandolo pulsare, mi tolse i morsetti dai capezzoli e prese a leccarli e a succhiarli per lenire il dolore poi iniziò a spingere a fondo ma sempre con movimenti lenti..ogni volta che affondava il suo membro sembrava non finire più, ansimavo forte e con una mano mi coprì la bocca affinchè non ci sentissero..”era da quando ti ho vista stasera che ero arrapato, e poi immaginarti nuda sotto il vestito con questi giochini e tu che ti bagni tutta e non vedi l'ora di essere scopata per godere come una porca..”..poi venni in un orgasmo che mi sconquassò e lui appresso a me mi esplose dentro il suo torrente di sborra calda..ci ripulimmo, poi mi rintrodusse il vibratore e mi rimise i morsetti, questa volta gli chiesi di stringerli di più!
Ritornammo al tavolo insieme. Davide sapeva perfettamente cosa era successo..non gli importava e non gli dava fastidio, anzi forse glielo aveva detto lui stesso di seguirmi in bagno..ci accolse con un sorriso ammiccante. Finalmente uscimmo dal ristorante, Davide propose di andarci a fare un giro in macchina e di farci una canna e questa volta mi fece sedere davanti.
Arrivammo in un parcheggio di una villa abbandonata in un posto fuori mano, ci fermammo e chiese a Francesco,dietro, di tirare fuori il fumo e preparare uno spinello..mi accarezzava le gambe e l'interno delle cosce poi mi tirò su il vestito, sistemò meglio il vibratore e prese a spingermelo dentro con forza scopandomi col fallo di gomma..Francesco gli passò la canna accesa..”..allora Fra voglio che tu passi davanti perchè adesso Sara ci farà uno spettacolino tutto particolare..”..” e tu Saretta spogliati tutta, facci vedere il tuo bel corpo..togliti quel coso dalla fica perchè ora voglio che ti impali tutta sulla leva del cambio qua davanti a noi, facci vedere bene come ti entra dentro e voglio che ti scopi con quella perchè dopo tocca a noi inzuppare il biscotto!!”..ero talmente eccitata che avrei fatto qualunque cosa arrivata a quel punto. Senza sbottonarlo mi sfilai il vestito, tolsi il vibratore che gocciava dei miei liquidi e piano mi misi a cavalcioni sul cambio, era una leva grande, tozza a forma di pera capovolta, mi ci appoggiai sopra con la vagina, così dilatata e fradicia che quella mi scivolò dentro senza fatica..mi abbassai lentamente sul cambio per farlo entrare bene tutto..Davide e Francesco mi guardavano e si guardavano ridacchiando e passandosi la canna, mi accarezzavano, mi toccavano, giocavano con i morsetti tirandoli e torcendoli, ma ormai questo mi procurava soltanto un piacere smisurato, sentivo la carne dei capezzoli straziata da quei ferri e una sensazione di calore sempre più intensa eppure non provavo più alcun dolore ma mi eccitavo ancora di più. ”..Dai puttanella muoviti più veloce..ti vogliamo vedere mentre godi qui davanti a noi..apri bene le gambe che ci piace vederti a fica aperta..”..accelerai il ritmo, me lo spingevo dentro fino a farmi male e intanto mi accarezzavo il clitoride ormai estremamente visibile tanto era gonfio e turgido..Francesco mi liberò i capezzoli violacei per la tortura, erano durissimi e lacerati, sopra spiccavano i segni dei dentini di metallo, immediatamente si formarono delle goccioline di sangue che presero a scendermi come delle lacrime rosse sul torace e sul ventre prima che lui le leccasse. La vista del sangue sulla pelle mi piaceva da morire, lo trovavo eccitante quel liquido rosso, denso..ora mi stava scendendo dai capezzoli, la parte più sensibile del mio corpo, quella con cui giocavo a lungo quando mi masturbavo e che mi procurava infinita eccitazione stuzzicare e torturare fino al punto che riuscivo a raggiungere l'orgasmo semplicemente stimolando quei due bottoncini di carne senza sfiorarmi la fica. Continuando a scopare la leva del cambio implorai ansimante i due ragazzi di stringermi i seni e i capezzoli e farmi colare altro sangue affinchè lo leccassero..lo guardavano rigarmi il ventre poi con le lingue risalivano fino alla sorgente di quel torrente rosso scuro e arrivati ai capezzoli lo succhiavano avidi direttamente dalle ferite..venni gemendo forte, senza paura di essere sentita, inarcai il corpo lasciandomi cadere con violenza sul cambio per godere al massimo di quell'orgasmo così agoniato..sembrarono secondi interminabili tanto fu intenso..”..guardala come gode la troia masochista..sapessi la voglia che ho di spaccarti la fica, ho il cazzo che mi sta per esplodere..adesso scendi dalla macchina, così nuda e ti sdrai sul cofano e noi a turno ti scopiamo!!”
Detto questo Davide si accese una sigaretta, Francesco scese dalla macchina e io spossata e quasi barcollando mi sfilai dalla leva del cambio lasciandola completamente impregnata dei miei umori.
Scesi anche io, ero accaldata e l'aria mi sembrò più fresca, fui percorsa da un brivido e questa volta, anche se i capezzoli ormai avevano smesso di sanguinare, provai dolore quando si irrigidirono per il freddo. Mi sdraiai sul cofano davanti a Francesco alzai le braccia sopra la testa e spalancai le gambe mostrandomi completamente aperta, dilatata e bagnata, mi disse che voleva leccarmi tra le gambe, che voleva assaggiare il mio sapore. Tenendomi ben divaricata iniziò a succhiarmi il clitoride, stringendolo con le labbra, poi mi infilò la lingua nella fessura esplorandomi con movimenti circolari, cercando di penetrarmi il più profondamente possibile..gli dissi, tra i gemiti, che mi piaceva essere leccata in quel modo e di potergli venire in bocca, ma lui rispose che voleva farmi godere col suo cazzo e slacciandosi i jeans mi entrò dentro. Senza troppa delicatezza iniziò a sbattermi forte tenendomi ben salda per i fianchi, così forte che si udiva benissimo lo schiocco dei nostri corpi ad ogni spinta..ansimava e rantolava come un forsennato..ad ogni botta mi sentivo spaccare dentro, gli dissi che mi stava facendo male ma lui neanche sentì e continuò, continuò fino a godere..poi mi si accasciò sopra, sfinito, mentre il suo cazzo, ancora dentro di me, continuava a pulsare schizzando getti caldi di sperma. Davide si era goduto lo spettacolo fumando la sua sigaretta, poi mi fece inginocchiare per terra davanti a lui e mi ordinò di prenderglielo in bocca..doveva avere appena pisciato perchè il sapore e l'odore ricordavano quelli dell'urina..con una mano mi teneva la nuca mentre col bacino dava delle spinte come se mi stesse scopando. Facevo quasi fatica a respirare e avevo i conati di vomito tanto me lo spingeva in gola..percepii quanto era arrapato quando dalla cappella iniziò a fuoriuscire quel liquido acre che mi indicava che era al picco dell'eccitazione..così mi concentrai sulla sua fessura, tenendoglielo completamente scappellato. “..Brava Sara..bene..leccalo così..mi stai facendo impazzire..ti piace essere scopata in bocca?..ora però mi fai entrare nel tuo bel culetto..mi va di sborrarti lì stasera..è un po' di tempo che lo tralasciamo!”. Mi appoggiò a pancia sotto sul cofano gelato, mi allargò le natiche e dopo aver spalmato il buchino con gli umori della fica per lubrificarlo mi penetrò. Lo forzò con la cappella, era stretto e inizialmente ebbe difficoltà ad entrare..sentivo quel palo di carne, duro, che si faceva largo nelle mie viscere. Di nuovo provavo dolore e piacere insieme, più mi faceva male più l'eccitazione cresceva, accompagnavo le sue spinte tentando di avvicinarmi quanto più possibile col bacino al suo affinchè mi possedesse di più, gemevo e intanto succhiavo avidamente le dita che mi aveva messo in bocca. “..Davide sto per venire..dai spingimelo ancora più a fondo e riempimi tutta con la tua sborra..dai..dai..”..venimmo insieme..due forsennati che godevano ansimando e gemendo senza curarsi che potesse arrivare qualcuno. Sfiniti, senza dire una parola, ci appoggiammo alla macchina aspettando che il respiro ritornasse normale..poi Francesco mi passò una bottiglia di spumante che avevamo in macchina..era dolce,fresco, frizzante.. era il brindisi per concludere la serata.

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